Lettere2013-04-06T10:58:15+00:00

Nel grande e folto numero delle lettere della S. Madre Rossello, abbiamo voluto scegliere la Lettera Programmatica che ella ha voluto inviare alle Sue figlie in America. Mentre il resto dei testi di tutte le lettere verrà inserito a suo tempo nella sezione apposita, rendiamo già disponibile quello che è il fulcro della nostra spiritualità:

V.G.M.G.

Savona 19 Luglio 1880

Carissime Figlie ( 1)

Sarebbe mio vivissimo desiderio rivolgere a ciascuna di voi in particolare la mia parola di madre che altro non desidera se non il vostro bene; ma essendomi ciò impossibile vi mando la presente lettera che valga per tutte. In questa voglio ripetervi quei ricordi che già vi diedi altra volta a voce, affinchè rimangano pro-

fondamente scolpiti nella vostra mente e nel vostro cuore, e ne facciate la regola della vostra condotta. Amatevi scambievolmente, ripeteva ai suoi discepoli l’Apostolo S. Giovanni, ed io scrivo lo stesso a voi, o figlie carissime, ma il vostro amore sia di quello che derivi non da umani o mondani motivi, sibbene dalla prima e purissima fonte che è Iddio.

Non lasciatevi condurre dalla simpatia più verso l’una che verso l’altra; la vera carità abbraccia tutti, dice l’Apostolo S. Paolo; essa è paziente e benigna, non si vanta, non mira alle naturali doti, sa compatire, sa tacere a suo tempo. é Una Comunità religiosa non può stare, non può sussistere senza la carità. Se questa vi manca o vien meno, addio la pace, e colla pace la santa unione, s’indeboliscono e si spezzano anche i vincoli che tengono uniti fra loro i suoi membri, e allora dove se ne va il bene?

Ricordatevi, o figlie, che la carità non è vera senza il sacrifizio. Ci vuoI sacrifizio per sopportare a vicenda i nostri difetti; ci vuol sacrifizio per tacere a suo tempo e non inasprire gli animi e non suscitare malumori e freddezze; ci vuoI sacrifizio per domare la nostra natura che si rifiuta a certi impieghi. Ah lo spirito di sacrifizio quanto è mai necessario ad una Religiosa! Beate voi, o figlie, se vi sacrificherete per la gloria di Dio e per il bene delle anime!

Con questo solo fine avete abbracciato il nostro Istituto, con questo solo fine avete professato i S. Voti, con questo solo fine avete abbandonato la vostra patria, avete affrontati i pericoli del mare, e vi siete recate in terra e fra persone sconosciute. Non sia mai, lasciate che vel dica, non sia mai che mentre siete nel campo a lavorare vi rivolgiate indietro come fece quel tale di cui parla il Divin Salvatore nel Vangelo. Non voltatevi addietro, non vi lasciate abbattere dalle difficoltà, non pensate a ciò che fareste se poteste tornare indietro.

La scelta l’avete fatta di vostra spontanea volontà, dunque, coraggio e confidenza! E se talvolta vi sentite languide, deboli, e quasi presso a venir meno, oh! ricorrete allo Sposo Celeste, rifugiatevi sotto il manto della nostra carissima Madre di Misericordia, e poi non temete di nulla; se il Signore e la sua Madre SS. sono con voi, chi potrà contro di voi?

Sostegno della carità è pur l’obbedienza. Voi l’avete professata o figlie dilettissime, vivete dunque sottomesse alla vostra Superiora, la quale deve rispondere per voi in faccia al Signore.

Quale dispiacere non rechereste ad essa e a me se invece di fare la volontà di Dio manifestatavi per mezzo dei Superiori, voleste fare la vostra? Anche quando io non sarò più sulla terra, sarebbe per me, ve l’assicuro il più grande rammarico se qualche Figlia della Misericordia venisse meno ai suoi doveri e allo spirito della

sua vocazione. Fate onore all’abito che indossate, fate onore a Gesù, del quale siete Spose, fate onore a Maria di cui siete figlie.

Voi ben sapete che l’uffizio al quale siete chiamate vi espone quasi continuamente agli sguardi del mondo. Ebbene io vi dirò come S. Paolo diceva al suo divoto Timoteo: Vigilate, e sia tale la vostra condotta in faccia al mondo, ch’esso non possa dir nulla sul conto vostro e sia costretto, suo malgrado, a rispettarvi. L’ubbidienza sia la regola dei vostri passi; la preghiera e la presenza di Dio, sia il continuo vostro esercizio.

Fate il vostro dovere francamente e senza umani riguardi, ma non entrate dove non vi tocca, perché potreste trovarvi un’insidia. Evitate i discorsi in materia di religione a modo di disputa o questione che a voi non spettano, ma le vostre pratiche di pietà e il vostro portamento sia tale che anche i nemici della Religione intendano che voi operate conforme alla profonda convinzione che ne avete.

Al letto degli ammalati siate angeli di conforto, al lato delle bambine siate angeli tutelari.

Dappertutto vi sarà necessaria la pazienza, la rassegnazione, il sacrifizio; ma Gesù è buon Padre, è Sposo fedele, Egli vi ricompenserà, in modo che non si può nemmeno immaginare, i patimenti sopportati per amore di Lui, e se non in questa vita, che poi è un fumo che passa, certamente nell’ altra che non ha fine. Figlie mie, questi sono i miei sentimenti e desidero che sieno pure i vostri ..

Aggiungo ancora qualche avviso di somma importanza, che tanto mi sta a cuore che voi pratichiate, perché utilissimo, cioè che procuriate tutte di essere linde e sincere cuori aperti colle vostre Superiore, non facendo mai nulla di nascosto ad esse e non tenendo loro nulla di celato, né usando mai sotterfugi; i nostri nemici spirituali, se sono scoperti, facilmente sono vinti; se invece sono coperti lavorano e ci possono portare a spirituale rovina.

Se tutti i giorni vi potessi scrivere, sempre vi ripeterei queste cose, poiché non può essere mai troppa la vostra vigilanza, per esser vere Figlie della Misericordia, vere Spose del Re dei Re. Vorrei venir io stessa in mezzo a voi, come ci vengo col pensiero; vorrei vedere tutte, conoscere le vostre opere, animarvi quanto potrei, allo zelo, al lavoro, al sacrifizio, ma sia fatta la volontà di Dio che mi vuole continuamente confinata nella mia stanza.

lo non so, figlie mie, se mi sarà data altra volta farvi noti i miei pensieri. Ma voi, allorquando non avrete mie lettere, leggete e rileggete la presente ch’io dedico a tutte voi, come se fosse l’ultima.

E se al Signore piacerà che in questa terra d’esilio più non abbiamo a vederci, io spero nella sua infinita Misericordia che tutte, si, tutte gli faremo corona in Paradiso.

Vi lascio tutte nel Cuor di Gesù, salutandovi tutte affettuosamente ed implorandovi la sua benedizione mi sottoscrivo.

V.a Aff.ma Madre

Suor Maria Giuseppa Rossello Sup.ra Gen.le

 

 

  1. Di questa lettera esiste solo copia dattiloscritta.